"Sono stata interessata da un gruppo di assistenti educativi che operavano nelle scuole superiori” continua la parlamentare, “ su una situazione che ha dell’incredibile. La Provincia di Reggio Calabria, con 4 mesi di ritardo rispetto all’apertura dell’anno scolastico e con metodologie di selezione che non tengono conto di altri criteri se non quello del titolo, chiede agli assistenti educativi di mettersi a disposizione dei dirigenti scolastici per 5 euro all’ora. Al di là delle rivendicazioni legittime di ogni lavoratore è ovvio che un tale salario non sia dignitoso e che molti posti a queste condizioni non potranno essere coperti. Si tratta quindi di un doppio danno: uno per gli assistenti che si vedono privati della possibilità di lavorare, un altro per gli studenti che vedono leso il diritto sancito dalla legge 104/1992 all’integrazione nelle strutture scolastiche.”
“Si tratta” conclude Dieni, “di un provvedimento irragionevole che ovviamente non contiene i presupposti per raggiungere lo scopo che si prefigge e che quindi rappresenta uno spreco di denaro pubblico. Ovviamente, visti i risultati che sta inanellando la Provincia su tutti i fronti, non ci possiamo aspettare che la situazione venga risolta. L’unica speranza è quindi che, di fronte al vuoto pneumatico delle nostre istituzioni locali, ci pensi almeno lo Stato.”